Vaccinazioni raccomandate dopo i 65 anni: quali sono davvero utili secondo i geriatri

Dopo i 65 anni la prevenzione passa anche dal calendario vaccinale. Le difese immunitarie cambiano, le complicanze aumentano e una dose al momento giusto può evitare settimane di ricovero. Come caregiver per dieci anni di mia madre con Alzheimer, ho imparato che le scelte più utili sono quelle semplici, pianificate e condivise con il medico.
Quali vaccinazioni sono davvero raccomandate dopo i 65 anni?
Le vaccinazioni considerate utili dai geriatri dopo i 65 anni sono: antinfluenzale annuale, anti Herpes zoster, antipneumococcica, richiami per tetano-difterite-pertosse e il richiamo stagionale anti COVID-19. L’RSV è consigliato caso per caso nei più fragili. Altri vaccini si valutano in base a malattie croniche, viaggi e vita comunitaria.
Il quadro di riferimento è indicato dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale e aggiornato da circolari del Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità. In pratica, i geriatri invitano a partire da un nucleo di base: influenza ogni anno, zoster in due dosi nella vita, pneumococco con uno schema completo, richiami decennali Tdpa, COVID su base stagionale. Il resto si adatta alla storia clinica, ai farmaci assunti e al grado di fragilità.
- Influenza: ogni autunno.
- Herpes zoster: vaccino ricombinante in 2 dosi.
- Pneumococco: schemi a dose singola o sequenziale.
- Tetano-difterite-pertosse (Tdpa): richiamo ogni 10 anni.
- COVID-19: richiamo stagionale per over 60 e fragili.
- RSV: valutazione individuale nei più a rischio.
Quando conviene fare il vaccino antinfluenzale e quale tipo scegliere?
Il vaccino antinfluenzale va fatto in autunno, idealmente tra ottobre e novembre. Negli anziani sono spesso preferiti i vaccini ad alto dosaggio o adiuvati. Riduce il rischio di polmonite, scompensi e ricoveri, con benefici anche se si prende comunque l’influenza.
L’immunità si costruisce in 10-14 giorni e dura per la stagione invernale. La co-somministrazione con il richiamo COVID-19 è di norma possibile, in due bracci diversi. Effetti collaterali tipici: dolore locale, lieve febbre, mal di testa; si risolvono in 24-48 ore. Se in famiglia ci sono nipoti molto piccoli o anziani conviventi, vaccinare tutti aiuta a ridurre i contagi in casa.
Perché il vaccino contro l’Herpes zoster è una priorità dopo i 65 anni?
Il vaccino ricombinante contro l’Herpes zoster riduce fortemente il rischio di fuoco di Sant’Antonio e della nevralgia post-erpetica, una delle cause di dolore cronico più invalidanti nell’anziano. Si somministra in due dosi a distanza di 2-6 mesi. È indicato anche in molte condizioni di immunodeficienza, previa valutazione.
Con l’età il virus della varicella-zoster può riattivarsi lungo i nervi, provocando dolore, vescicole e possibile coinvolgimento oculare. Il vaccino non è vivo, quindi è adatto a chi assume terapie che abbassano le difese, secondo giudizio medico. Nella pratica ho visto quanto anticipare questo vaccino eviti settimane di sofferenza difficile da gestire a casa, specie in chi ha demenza o ipersensibilità al dolore.
Contro la polmonite da pneumococco servono due vaccini o basta una dose?
Oggi molti geriatri propongono una dose di vaccino coniugato ad ampio spettro (per esempio PCV20) come soluzione semplice. In alternativa si usa uno schema sequenziale con vaccino coniugato seguito dal polisaccaridico, su indicazione del medico. Entrambe le strategie mirano a coprire i sierotipi più frequenti e a proteggere da polmoniti e sepsi.
La scelta dipende da età, condizioni cliniche e vaccini già fatti. Per chi ha BPCO, scompenso cardiaco, diabete o insufficienza renale, la protezione contro lo pneumococco è particolarmente rilevante. Tenere traccia del libretto vaccinale aiuta a evitare duplicazioni e a completare gli schemi correttamente.
Ogni quanto vanno fatti i richiami di tetano, difterite e pertosse?
Il richiamo combinato Tdpa è raccomandato ogni 10 anni a tutte le età, inclusi gli over 65. Se si subisce una ferita a rischio e l’ultimo richiamo risale a oltre 5 anni, il medico può proporre un anticipo. La pertosse nel nonno vaccinato protegge anche il neonato in famiglia con il cosiddetto effetto cocoon.
Il richiamo è rapido, con effetti locali lievi. Ricordarlo al momento della vaccinazione influenzale è un trucco pratico per non perderlo. Chi non ha documentazione dei richiami può iniziare un ciclo di recupero su indicazione del medico.
Ha ancora senso il richiamo anti COVID-19 se ho già avuto l’infezione?
Sì: per over 60 e fragili è raccomandato un richiamo stagionale, di norma in autunno-inverno. Se si è avuta l’infezione recente, il richiamo si programma dopo 3-6 mesi. Lo scopo è prevenire forme gravi e ricoveri, che crescono con l’età e le comorbilità.
I vaccini aggiornati mirano alle varianti circolanti e possono essere co-somministrati con l’antinfluenzale. In chi ha avuto COVID lungo, il timing va concordato con il curante. Gli effetti avversi sono in maggioranza lievi e di breve durata; segnalare al medico eventi prolungati o inusuali è sempre buona pratica.
Il vaccino contro l’RSV negli over 65 è utile per tutti o solo per alcuni?
Al momento i geriatri lo considerano soprattutto per anziani fragili, con cardiopatie, broncopneumopatia, asma severa o immunodeficienza. Non è una priorità universale come influenza o zoster. La decisione si prende valutando rischi personali, stagione e disponibilità.
L’RSV può peggiorare scompenso cardiaco e BPCO. I vaccini approvati sono a dose singola e proteggono almeno per una stagione, con possibile calo nel tempo. In vista dell’inverno, discuterne in ambulatorio geriatrico aiuta a capire se il beneficio individuale è alto.
Chi ha demenza o fragilità cognitive può vaccinarsi in sicurezza?
Nella grande maggioranza dei casi sì, con alcune attenzioni. Programmare l’appuntamento in orari tranquilli, garantire idratazione e prevedere un ritorno a casa rapido aiuta a ridurre lo stress. In accordo con il medico si può usare un analgesico leggero per il dolore del braccio.
Con mia madre con Alzheimer ho visto che spiegare con parole semplici, evitare attese lunghe e avere con sé una coperta o un oggetto familiare fa la differenza. Segnalate al personale eventuali crisi comportamentali in passato o problemi di deambulazione. Le vere controindicazioni sono rare e legate a reazioni allergiche gravi a componenti note o a febbre acuta in corso.
Quali vaccini sono indicati solo in situazioni particolari?
Alcuni vaccini sono per gruppi selezionati: epatite B e meningococco in presenza di fattori di rischio, MPR se mai immunizzati, febbre gialla o tifo per viaggi in aree endemiche. Il medico valuta l’opportunità, l’interazione con terapie e i tempi di somministrazione.
Per chi vive in RSA o frequenta centri diurni, rafforzare influenza, pneumococco e COVID ha priorità, vista l’alta esposizione. Dopo un taglio sporco o morso, si riconsidera la profilassi antitetanica.
Quanto costano e come si prenotano i vaccini nel Servizio sanitario?
Molti vaccini per over 65 sono gratuiti nel Servizio sanitario nazionale, in particolare influenza, pneumococco e COVID. Zoster è offerto gratuitamente in diverse regioni per le coorti anziane o i fragili; altrove è a carico dell’assistito. Prenotazione tramite medico di famiglia, ASL o farmacie aderenti.
Le procedure variano per regione: verificate portale ASL e campagne stagionali. Tenere a portata la tessera sanitaria e il libretto vaccinale facilita l’accettazione. I siti istituzionali aggiornano periodicamente requisiti e punti vaccinali.
Quali effetti collaterali aspettarsi e quando preoccuparsi?
Gli effetti più comuni sono dolore al sito, lieve febbre, stanchezza e dolori muscolari per 24-72 ore. Impacchi freddi e idratazione aiutano. Contattate subito il medico per febbre alta persistente, difficoltà respiratoria, orticaria diffusa o sintomi neurologici inusuali.
Chi assume anticoagulanti può vaccinarsi con ago sottile e compressione prolungata del sito; informate sempre l’operatore. In caso di storiche reazioni allergiche gravi a specifici componenti, la valutazione allergologica è consigliata.
Domande rapide
- Posso fare influenza e COVID insieme? Sì, spesso nello stesso giorno in siti diversi.
- Se ho avuto il fuoco di Sant’Antonio, mi serve il vaccino? Sì, riduce recidive e nevralgia.
- Quanto dura la protezione dello zoster? Anni, con efficacia che resta alta nel tempo.
- Servono esami del sangue prima dei vaccini? Di routine no, decide il medico nei casi particolari.
- A 80 o 90 anni ha senso vaccinarsi? Sì, il beneficio contro forme gravi aumenta con l’età.
