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Quali esercizi aiutano a migliorare la postura negli anziani? La tecnica usata dai fisioterapisti

📅 26 Agosto 2026✍️ di Enrico Marsotto⏱️ 4 min di lettura

Per raddrizzare la postura negli anziani funzionano esercizi semplici ma mirati: allungamento dei pettorali al muro, retrazione delle scapole con elastico, “mento indietro” per il collo, ponte dei glutei, piegamento dell’anca (hip hinge), mobilità del torace e lavoro di equilibrio. I fisioterapisti li organizzano in una sequenza chiara: mobilizza, poi attiva, infine integra nei gesti quotidiani.

Servono costanza, dosi realistiche e sicurezza d’esecuzione. Bastano 10 minuti al giorno per iniziare, su base regolare.

La sequenza usata dai fisioterapisti

Il principio è essenziale: prima si crea spazio nelle articolazioni rigide (gabbia toracica, anche), poi si rinforzano i muscoli che tengono aperta la postura (scapole, estensori dorsali, glutei), infine si trasferisce l’allineamento in attività reali (alzarsi dalla sedia, camminare, prendere oggetti in alto).

La progressione è graduale, con sforzo percepito leggero-moderato. Se durante l’esecuzione compaiono dolore acuto, capogiri o affanno, ci si ferma.

Test rapidi per capire da dove partire

Test del muro: talloni, glutei e parte alta della schiena appoggiati. Se la nuca non tocca senza forzare, priorità a mobilità toracica e pettorali.

Respiro: mani ai lati del torace. Inspirando, si deve sentire espansione laterale. Se il respiro è alto e corto, introdurre respirazione diaframmatica.

Sedia: alzarsi e sedersi 5 volte senza usare le mani. Se è difficile, potenziare glutei e cosce e curare l’appoggio dei piedi.

Protocollo in 10 minuti: mobilizza, attiva, integra

  • Mobilizza (3 minuti)

Mobilità toracica con bastone: seduti, bastone appoggiato sulle spalle, ruotare lentamente a destra e sinistra. 6-8 rotazioni per lato. Poi estensione dolce: guardare leggermente in alto, mantenere 3-4 respiri.

Allungamento pettorali al muro: avambraccio sullo stipite, tronco in avanti finché si sente lo stiramento davanti alla spalla. 2 serie da 20-30 secondi per lato.

  • Attiva (4 minuti)

Retrarre le scapole con elastico: banda all’altezza del petto, tirare aprendo le braccia e “mettere le scapole in tasca”. 2 serie da 8-10 ripetizioni.

Chin tuck (“mento indietro”): seduti o in piedi, portare il mento orizzontalmente indietro senza piegare il capo. 2 serie da 6-8 con pausa di 3 secondi.

Ponte dei glutei: sdraiati, ginocchia piegate, spingere i piedi e sollevare il bacino fino a una linea spalle-bacino-ginocchia. 2 serie da 8 ripetizioni.

  • Integra (3 minuti)

Hip hinge alla sedia: mani sulle anche, spostare il bacino indietro mantenendo la schiena lunga, poi tornare su. 2 serie da 6-8.

Sit-to-stand: alzarsi e sedersi senza usare le mani, piedi stabili e sguardo avanti. 2 serie da 6 ripetizioni.

Equilibrio tandem: in piedi, un piede davanti all’altro, 20-30 secondi per lato. Se necessario, mano al muro per sicurezza.

Esercizi chiave spiegati

Allungamento pettorali al muro: spesso le spalle “cadono” in avanti, chiudendo il torace. Aprire gradualmente il davanti della spalla ridà libertà alla colonna dorsale e alleggerisce il collo.

Retrarre le scapole con elastico: mira ai romboidi e ai fasci medi-inferiori del trapezio. Il gesto va lento, senza sollevare le spalle verso le orecchie. Immaginare di “scivolare” le scapole giù e indietro.

Chin tuck: utile per contrastare il capo in avanti. Movimento piccolo, orizzontale. Non spingere forte: qualità prima della quantità.

Ponte dei glutei: glutei forti sostengono il bacino e scaricano la zona lombare. Espirare mentre si sale aiuta a stabilizzare l’addome profondo.

Hip hinge: insegna a piegarsi sulle anche senza incurvare la schiena. È il gesto base per prendere oggetti da tavoli bassi o svuotare la lavatrice.

Sicurezza, frequenza e progressione

Frequenza: 3-5 giorni a settimana, 10-15 minuti. Cammino quotidiano come completamento.

Intensità: scala 0-10 di sforzo percepito, restare a 3-4. Se l’esercizio “spreme” il respiro o scatena dolore acuto, interrompere.

Progressione: aumentare prima le ripetizioni (fino a 12), poi le serie (fino a 3). Solo dopo aggiungere resistenza (elastico più duro) o instabilità controllata (cuscino per equilibrio).

Ambiente: scarpe stabili, luce buona, sedia robusta contro il muro. Togliere tappeti scivolosi.

Controindicazioni relative: febbre, infezioni acute, cadute recenti, ipertensione non controllata. In caso di osteoporosi severa, preferire movimenti lenti e ampi, evitando flessioni brusche della colonna.

Quando chiedere aiuto professionale

Se il dorso resta molto rigido, compaiono formicolii alle mani, dolore che scende alla gamba, vertigini o perdita dell’equilibrio, serve una valutazione. Il medico di famiglia e la rete del Sistema sanitario nazionale possono indirizzare a fisioterapia e a eventuali esami.

Gli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità consigliano agli over 65 attività aerobica moderata e lavoro di forza ed equilibrio. Gli esercizi posturali si inseriscono bene in questo quadro.

Durante la convalescenza di mio zio, debilitato da una forte influenza, ho visto quanto respirazione e azione delle scapole cambino subito l’assetto: spalle più aperte, passi più sicuri, meno affaticamento nel salire le scale. La chiave non è fare tanto: è fare giusto, ogni giorno.

Un ultimo promemoria: la postura non è una posa perfetta, è un equilibrio dinamico. Con poche mosse ripetute, il corpo impara a “stare su” con meno sforzo. È così che lavorano i fisioterapisti: piccoli aggiustamenti, grandi risultati nel tempo.

Enrico Marsotto

Enrico ha vissuto l’esperienza di seguire lo zio durante la ripresa da una grave influenza e ne ha tratto consigli preziosi su prevenzione, igiene personale e benessere per gli anziani. Oggi scrive di salute con un taglio pratico, vicino alle reali esigenze.

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